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La tanatoestetica: l’arte di presentare il caro defunto per l’ultimo saluto

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La tanatoestetica: l'arte di presentare il caro defunto per l’ultimo saluto

La tanatoestetica consiste nell’antica pratica funeraria della cura estetica, attraverso l’uso dei cosmetici, la vestizione e tecniche specifiche di camouflage, del caro defunto al fine di poter garantire un ultimo saluto decoroso.

Il termine deriva dal greco θάνατος, ovvero Tànato o Thanatos, Dio della morte secondo la mitologia greca, nato dall’unione tra Erebo e Notte, nonché fratello gemello di Ipno (Dio del sonno) e fratello di Giorno, Etere, Nemesi (Dea della vendetta divina) ed Eris (Dea della discordia).

Tanato tra mitologia e leggenda

Secondo i racconti greci popolari, Tanato era la personificazione della morte inevitabile ma serena. Infatti, veniva comunemente rappresentato come uno scheletro spaventoso che impugna una grande falce.

La leggenda narra che Zeus mandò Tanato presso Sisifo, affinché lo accompagnasse nel Tartaro, in quanto colpevole di aver rivelato ad Asopo che era stato Zeus a rapire sua figlia Egina. Sisifo lo accolse cordialmente, lo fece ubriacare e lo imprigionò. Con Tanato prigioniero, nessuno più moriva sulla Terra e di conseguenza nell’Inferno non arrivava alcuna anima da giudicare. Ade si lamentò con Zeus che, per porre fine a questa situazione, mandò Ares a liberare Tanato ed incatenare Sisifo. (fonte)

La tanatoestetica come pratica moderna

Prendersi cura della salma significa dare un senso di continuità al passato attraverso le generazioni presenti e future.

Il ricordo del caro defunto non si esaurisce all’ultima immagine che lo ritrae, è vero, ma spesso la sofferenza causa un cambiamento inevitabile del suo aspetto.
Grazie alla pratica moderna della tanatoestetica è dunque possibile restituire dignità a situazioni difficili ed evitare spiacevoli inconvenienti (come perdite e odori o contaminazioni igienico-sanitarie) che possono portare alla chiusura anticipata del feretro.

A differenza della tanatoprassi, questa pratica non è una manovra invasiva e non rappresenta un processo per la conservazione della salma, ma mira a mantenere inalterati i caratteri e la fisionomia originaria del defunto.

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