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Significati e simbologie dei fiori di Primavera

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Significati e simbologie dei fiori di Primavera

Finalmente è tornata la Primavera, la stagione dei fiori e della rinascita! E, parallelamente allo sbocciare dei fiori, la loro simbologia ed il loro significato riveste da sempre una fondamentale importanza nel modo di comunicare tra le persone. È quindi molto utile conoscere questo coloratissimo patrimonio naturale al fine di scegliere il fiore appropriato da donare secondo ogni occasione per poter esprimere correttamente il proprio stato d’animo.

Partiamo con i fiori che annunciano la Primavera: la Primula, il Narciso, il Giglio, l’Iris e la Margherita.

PRIMULA

Primula

Il suo nome deriva dal latino primus e significa “fiore che nasce prima”. Fiore primaverile per eccellenza, grazie alle sue tinte accese, non può mancare in alcun giardino o balcone per donare colore ed allegria.

La leggenda narra che la prima Primula sia stata inviata dal Sole per debellare il gelo dell’inverno, il quale, per dispetto, aveva rinchiuso la primavera dentro una grotta ricoperta di ghiaccio. Gli animali, scoraggiati, chiesero aiuto al Sole che donò loro questi fiori: da quel giorno, le Primule annunciano l’arrivo della primavera.
Un’altra leggenda narra che San Pietro fece cadere dal cielo le chiavi del paradiso e nel punto in cui toccarono terra, germogliarono delle piantine di Primula. Non a caso, in Inghilterra, le Primule vengono chiamate anche “bunch of keys” ovvero “mazzo di chiavi”.

La Primula simboleggia giovinezza, rinascita e speranza: si usa regalarla per augurare ogni bene.

NARCISO

Narciso

Il Narciso deve il suo nome alla parola greca narkào, che significa “stordisco” in richiamo al suo odore penetrante ed inebriante. È un fiore molto elegante, generalmente di colore giallo, tra i primi a sbocciare in primavera dando vita a bellissime bordure.

Il racconto popolare narra che il Narciso nacque sulle rive di un lago dove morì un giovane e bellissimo pastore di nome Narciso. Egli era accecato dalla vanità e, mentre si trovò sulle rive del lago intento ad osservare il suo riflesso nell’acqua, Cupido gli truccò il volto e gli scompigliò i capelli; nel tentativo di riconquistare la sua bellezza, il ragazzo cadde nel lago ed annegò. Da allora, i Narcisi crebbero con il fiore rivolto verso l’acqua a ricercare la bellezza smarrita.

Simbolo di divertimento e gioco, è l’ideale per dimostrare simpatia verso una persona.

GIGLIO

Giglio

Il Giglio, noto anche come Lilium (dal latino lilium), è un fiore originario della penisola balcanica e dell’Asia occidentale.
Importato nel bacino del Mediterraneo dai Fenici, è considerato il più antico fiore usato a scopo ornamentale, il primo a comparire nell’iconografia e nelle tradizioni di diverse civiltà e culti.

Questo fiore dall’inconfondibile profumo intenso, simboleggia da secoli purezza, castità e nobiltà d’animo.
È il pensiero ideale per una donna fiera, onesta e di classe.

IRIS

Iris

Il nome Iris deriva dalla parola greca iris, ovvero “arcobaleno”. Nella mitologia greca, era personificato dalla dea Iris, messaggera rapidissima degli ordini celesti che recapitava agli dei e agli uomini discendendo e risalendo gli arcobaleni dal Monte Olimpo alla Terra.

Il suo utilizzo a pianta ornamentale, medicinale e cosmetico è molto antico: diverse specie sono state utilizzate da Egiziani, Greci e Romani.

Questo fiore primaverile semplice e colorato, simboleggia la fede e la speranza ma anche il desiderio di  comunicare un messaggio, per porgere i propri auguri in generale e in particolare a chi sta per iniziare qualcosa di importante.

MARGHERITA

Margherita

La Margherita, (scientificamente indicata con Leucanthemum) è il simbolo della primavera per eccellenza.

Il suo nome deriva dalle parole greche leukos “bianco” e anthemon  “fiore” facendo riferimento al colore del fiore stesso. Le prime notizie storiche sulla Margherita risalgono all’antico Egitto, dove compare come decorazione di alcuni vasi di ceramica.

Nel linguaggio dei fiori, la Margherita assume i significati di semplicità, innocenza, freschezza, spontaneità, bontà e purezza.

E, come non citare “M’ama o non m’ama?”, la famosa forma popolare di profezia che la vede come protagonista? Qui, è proprio l’ultimo petalo rimanente del fiore a dare il verdetto finale! Le origini di questa pratica risalgono ai tempi della regina Vittoria, quando una cameriera dal cuore infranto di nome Margherita,  decise di interrogare l’omonimo fiore affinché la aiutasse a trovare un nuovo amore.

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